
Un articolo di Giorgia Maestri
Negli ultimi anni, come riportano molti studi, i nostri animaletti da compagnia stanno prendendo sempre più piede nelle nostre vite.
Ormai sono considerati a tutti gli effetti componenti della nostra famiglia, con loro condividiamo esperienze, viaggi e la nostra quotidianità, questo fa si che siano sempre presenti in tutti i nostri ricordi.
Probabilmente in una società dove il senso di gruppo diminuisce e l’individualismo aumenta, avere a fianco un esserino che ci dona tutto l’amore possibile a prescindere da chi siamo e come ci sentiamo, aiuta molto.
Per questo chi non ne ha mai avuto uno non potrà mai capire che non sarà mai solo un cane, un gatto o un coniglietto, ma per noi sarà sempre il nostro compagno di vita.
Ines Testoni e Loriana De Cataldo, in un articolo del 2017 sottolineano come nonostante ciò, la società non è del tutto pronta a capire cosa si prova quando passano sul ponte dell’arcobaleno.
La perdita del nostro migliore amico è a tutti gli effetti un lutto e la psicologia lo riconosce.
È un evento drammatico e delicato che come tale, se necessario, è importante dedicargli il giusto supporto per accettare l’accaduto.
L’emozioni che si possono manifestare, sono molteplici, come : tristezza, depressione, frustrazione, smarrimento e via dicendo.
È IMPORTANTE SAPERLE RICONOSCERE E NON REPRIMERLE!
Riconoscere il dolore è il primo passo per elaborarlo.
Permettersi di piangere e DARSI tempo, parlare del tuo amico pelosetto, ricordarlo, sono tutte azioni che ci aiutano.
Ognuno ha il suo tempo per elaborare il tutto.
Chiedere supporto può aiutarci ad accettare il cambiamento della vita ed imparare a convivere con la nostra perdita.
Giorgia Maestri
Riferimento bibliografico:
Ines Testoni, Loriana De Cataldo, Un lutto speciale. Delegittimazioni culturali e rappresentazioni della morte nella perdita di un animale domestico in “PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE” 3/2017, pp 413-428, DOI: 10.3280/PU2017-003004






